Su cosa ci siamo divisi

Bel pezzo. anche se temo che su quel gradino in basso ci fossero già, silenziosamente, in molti. Ora semplicemente è svanito il pudore di ammetterlo, sdoganato da quella politica che della disumanità ha fatto la propria bandiera.

Politica per Jedi

Il 2018 resterà scolpito in eterno come un annus horribilis per la coscienza civile del nostro Paese.

Non perché il centrodestra e/o i cinquestelle abbiano vinto le elezioni; non perché abbiamo ora i populisti al governo; non perché a questo fronte di destra non si sia ancora contrapposto il barlume di un’opposizione, né dalla sinistra né dal centro; ma perché in questo passaggio gli italiani si sono drammaticamente divisi su alcuni valori che si ritenevano – erroneamente – comuni, non negoziabili e fondanti del loro essere amici, vicini di casa, colleghi, comunità civile, società.

Siamo sempre stati guelfi e ghibellini, democristiani e comunisti, juventini e interisti; sempre ci siamo trovati su sponde opposte ma il fiume che correva in mezzo era in fondo considerato una risorsa comune, un territorio condiviso, qualcosa che separa ma anche tiene in contatto. Sempre ci siamo divisi su ciò che ammetteva divisioni e la conflittualità…

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120 rifugiati sotto sfratto: via Scorticabove rischia di essere la nuova Ponte Mammolo

Hankabu

Le macerie del campo di ponte mammolo Le macerie del campo di ponte mammolo

Dopo Ponte Mammolo Roma rischia di affrontare un’altra crisi umanitaria: stavolta in un centro comunale, non in un insediamento abusivo. Ai 120 ospiti sudanesi – tutti titolari di protezione internazionale, molti provenienti dal Darfur – del centro di via Scorticabove è stato notificato uno sfratto dai servizi di accoglienza del Comune con 6 giorni d’anticipo: il 25 maggio per il 1 giugno. L’assessore Danese, il 30 maggio, ha annunciato la proroga “al massimo” di un mese della chiusura del centro d’accoglienza. Ha definito “ineluttabile la chiusura di un centro che da troppo tempo è gestito in regime di affidamento diretto e sembra fuori dalla possibilità di un effettivo controllo delle presenze da parte del dipartimento”. Sottolineando che, chi ha un lavoro, dovrà trovarsi una casa in affitto e uscire dal circuito dell’accoglienza romana. Ignorando, però, la proposta dei rifugiati: gestire finalmente da…

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Bambole.

«Vogliamo discutere di questa storia del naufragio e della foto dei bambini morti? Davvero vogliamo? Davvero abbiamo bisogno di metterci a parlare intorno a una tale mostruosa, banale forma di idiozia collettiva? Di degenerato senso dell’irrealtà? Voi mi volete venire a dire che io, con uno che mi vuol spiegare di come quei corpicini senza vita siano “bambole reborn”, con uno che mi dice SVEGLIA!!1!…
Io ci devo ragionare, con un demente di questo tipo?»

non si sevizia un paperino

Da qualche tempo sulla città è planata come una coperta di lana umiddiccia la maledetta afa estiva. Non so che ne pensiate voi. Dico solo che se siete tra quelli che non vedono l’ora arrivi il caldo, secondo me non ci state molto con la testa.
Fortunatamente, però, sono uno tra quei ricchi (!!!) che non vive vicino agli zingari o ai negri. E quindi la sera mi riesce facile stare fuori a frescheggiare, bevendo una qualche ottima nonché molto costosa birra artigianale, invitando perché no qualcuno a cena per discutere anche animatamente di attualità presa da sinistra. Essendo ricco (!!!) e non essendoci negri, zingari o poveri nei paraggi, del resto, mi viene facile. Sapete.

Insomma. Una delle scorse sere si stava facendo questi ragionamenti snob e un po’ da ROSIKONI con delle persone a cui tengo molto. Una di esse, a un certo punto, mi fa:…

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Breve storia di una Domenica di Kasava

Kasava call

Ho delle amiche che battono da queste parti, sulla Domiziana. Non ne fanno un caso di Stato, è un lavoro di merda ma la Domenica si deve andare in Chiesa. Queen mi racconta che per togliersi dalla pelle la puzza di un italiano ci vogliono almeno due bagni caldi e mezza bottiglia di olio Baby Jhonson perché con la puzza di un bianco addosso, lei, in una Chiesa Evangelica non ci entra nemmeno con un dito. Poi oggi la incontro nell’autobus e mi fa “hai visto la storia di quei carabinieri?”.
Io le dico “si, certo che l’ho sentita. Passeranno guai grossi se tutto va bene”.
Queen mi guarda e ride, si è messa la parrucca storta, probabilmente oggi alla sua Chiesa avrà ballato e cantato fino a smontarsi le ossa da capo a piedi e mi piace immaginarla mentre danza e si scatena quando, improvvisamente comincia a parlarmi di…

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